S. Alfonso. Zelo per la salute spirituale dei parenti

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187. S. Alfonso. Zelo per la salute spirituale dei parenti.

Incontri di S. Alfonso con la Misericordia di Dio
(seguendo le sue biografie)

187. S. Alfonso. Zelo per la salute spirituale dei parenti.

♦ Alfonso, considerando che anche D. Ercole era avanzato di età, ed egli stesso anche cadente, tanto si adoperò, che l’indusse a far testamento, e a far scelta dei Tutori innanzi tempo, per l’educazione dei Nipotini.

  • Consultato sul prescegliere per Tutori il Consigliere Caracciolo e l’Avvocato D. Pietro Antonio Gavotti, Alfonso l’ebbe per ben fatto; e fin d’allora incaricò questi, che succedendo la morte sua, e molto più del Fratello, avessero avuto a cuore l’educazione de Figliuoli, per crescerli morigerati e dotti.
  • Al Fratello scrisse: “Prego a star allegramente, e non spaventarvi per il testamento, perché il far testamento non abbrevia la vita… Io non voglio niente del vostro, onde disponete con libertà per i miei cari Nipoti”.

Avendo saputo dall’altro Fratello D. Gaetano che D. Ercole aveva preso un Capitale di mille ducati della Cappellania del Principe di Presiccio, parente comune, e che non lo aveva per nulla impiegato,  egli scrisse a D. Ercole: “Non vorrei che V. S. per questo Capitale avesse da commettere qualche ingiustizia, con pregiudizio della vostra coscienza. Questo è quello, che importa a me, cioè la vostra coscienza. Per lo di più, poi, vedete di aggiustarvi con D. Gaetano…. Vi raccomando lo scrupolo [per un altro affare], che più volte vi ho raccomandato, e che non ancora mi avete detto di avere accomodato… ma ci è scrupolo grave a far passare tanto tempo!”
Così zelava Alfonso la salute eterna ed il bene spirituale di suo Fratello e dei suoi Nipoti.

(Tannoia, Della vita ed istituto del venerabile Servo di Dio Alfonso Maria Liguori – Libro Terzo, Cap. 47)  Leggi tutto nell’originale.

Alfonso al fratello D. Ercole: “Io non vorrei che aveste a commettere qualche ingiustizia, con pregiudizio della vostra coscienza: questo è quello che importa a me, cioè la vostra coscienza”.